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Ci sono luoghi in cui la moda smette di essere solo immaginazione e diventa metodo, profondità, consapevolezza. Per gli studenti del Terzo Anno del Diploma Accademico di Primo Livello in Costume e Moda di Accademia Costume & Moda, uno di questi luoghi è stato San Giovanni Valdarno, nel cuore della Toscana, entrando negli spazi di TheCube Archive.
TheCube Archive è un archivio esclusivo di moda vintage menswear dedicato alla ricerca, all’ispirazione e al noleggio per professionisti del settore. È un luogo in cui il capo non è mai solo un oggetto, ma una traccia culturale, una struttura da analizzare, una storia da comprendere prima ancora che da reinterpretare.
Ad accogliere gli studenti sono stati Corinna Chiassai, Cofounder & Art Director, e Marius Hordijk, Cofounder. La loro visione è chiara: la ricerca non è un passaggio preliminare, ma il cuore stesso del processo creativo. L’educazione, come amano sottolineare, è sempre uno scambio reciproco, un dialogo continuo tra esperienza e nuove generazioni.
Muoversi tra i capi dell’archivio significa osservare da vicino costruzioni sartoriali, dettagli funzionali, proporzioni nate da esigenze reali e trasformate nel tempo in linguaggio estetico. Gli studenti hanno potuto toccare i materiali, studiarne la struttura interna, comprendere come una cucitura o un volume possano definire un’identità. È un’esperienza che cambia lo sguardo: si impara a leggere il capo, non solo a guardarlo.
All’interno di questo contesto prende forma l’Industry Project sviluppato in collaborazione con TheCube Archive, incentrato su una riflessione contemporanea sulla sostenibilità. Non come concetto astratto, ma come pratica progettuale concreta. Upcycling e recycling diventano strumenti per generare nuove estetiche, per trasformare il riuso in atto consapevole e in scelta narrativa.
Agli studenti è stato richiesto di sviluppare una proposta completa capace di unire trasformazione e progettazione ex novo. Il lavoro sul topwear nasce dall’intervento su capi in maglieria recuperati, decostruiti e contaminati con altri materiali, dando vita a nuove silhouette in cui la memoria rimane visibile ma evolve in chiave contemporanea. A questi si affiancano pantaloni progettati da zero, pensati in coerenza con il concept complessivo, e accessori realizzati attraverso il recupero di pelletteria e tessuti esistenti, parte integrante della visione progettuale.
Il momento di confronto diretto con Corinna e Marius ha rappresentato un passaggio fondamentale. Presentare il proprio lavoro a professionisti che lavorano quotidianamente con archivi e creativi significa misurarsi con uno sguardo critico, affinare la coerenza delle scelte, comprendere il valore strategico della ricerca. È in questi scambi che lo studente inizia a ragionare come un designer.
Esperienze come questa raccontano un approccio alla formazione in cui teoria e pratica non sono mai separate. L’archivio diventa laboratorio, il dialogo diventa crescita, la sostenibilità diventa linguaggio. È un percorso che costruisce visione prima ancora che collezioni, che insegna a cercare prima di disegnare.
In un settore in continua trasformazione, la capacità di leggere il passato per immaginare il futuro è ciò che distingue un progetto superficiale da uno consapevole. Ed è proprio in questo spazio di ricerca, confronto e sperimentazione che si forma una nuova generazione di designer, capace di dare forma a idee che non inseguono le tendenze, ma le anticipano.
Scegliere un percorso come il Triennio in Costume e Moda di Accademia Costume & Moda significa entrare in un ambiente in cui ogni esperienza diventa parte di una crescita concreta, fatta di confronto diretto con il settore, sperimentazione e visione. Non si tratta solo di apprendere tecniche, ma di sviluppare uno sguardo capace di interpretare il presente e anticipare il futuro, attraverso progetti reali, relazioni autentiche e un dialogo costante con professionisti. È in questo tipo di contesto che il talento trova spazio per evolversi, trasformandosi in una pratica consapevole e in una direzione precisa.