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L’arte del Fashion Styling secondo Cristiana Rivellino Santella

Formare uno sguardo critico e creativo per leggere il presente e tradurlo in immagini che comunicano, emozionano e restano nel tempo.

Lo styling è molto più di un gesto estetico: è linguaggio, cultura e narrazione visiva. Il Master in Fashion Styling di Accademia Costume & Moda nasce per formare professionisti capaci di interpretare il presente con sensibilità e visione, unendo competenze tecniche, pensiero critico e capacità di racconto. A guidare questo percorso è Cristiana Rivellino Santella, Direttore creativo, stylist e consulente d’immagine con un’esperienza ventennale nel mondo della moda, dell’editoria e della musica.

Chi è Cristiana Rivellino Santella

Direttore creativo, consulente d’immagine e stylist per diversi brand e celebrities, Cristiana ha costruito la propria carriera tra Roma, Verona e Milano, collaborando con alcuni dei nomi più importanti del panorama nazionale e internazionale.
Dopo la laurea in Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” de La Sapienza di Roma, ha lavorato per brand come Jil Sander, Stone Island, Trussardi, e come consulente per Raf Simons, Nike, adidas, Diesel, Malo, Renè Caovilla, Salvatore Ferragamo, tra gli altri.

Nel mondo dell’editoria ha ricoperto i ruoli di fashion editorfashion coordinator e head of fashion digital area, collaborando con riviste come L’Officiel ItaliaMarie ClaireViceVanity FairGrazia e Pig Magazine.
Parallelamente, ha curato l’immagine di artisti e celebrità del calibro di Ligabue, Elisa, Francesca Michielin, Jovanotti, Colapesce Dimartino, Franco126 e molti altri.

Oggi, come coordinatrice del Master in Fashion Styling di Accademia Costume & Moda, Cristiana accompagna gli studenti in un percorso formativo che unisce concretezza professionale e poesia creativa.

Cristiana, qual è stato il tuo percorso? Come sei arrivata allo styling e quali esperienze hanno definito la tua visione professionale e personale?

Il mio percorso nasce da una profonda curiosità per l’estetica e per la comunicazione visiva. Dopo il Liceo Classico ho scelto di studiare Disegno Industriale a La Sapienza di Roma, un’esperienza che mi ha dato una solida base progettuale e un approccio analitico al processo creativo. Ho quindi approfondito gli studi in Cool Hunting e tendenze  dei linguaggi contemporanei.

Da lì è iniziato il mio percorso nello styling e nella consulenza d’immagine: da circa vent’anni lavoro come stylist e creative consultant per artisti, brand e testate, collaborando a progetti che spaziano dalla musica alla moda, dal branding editoriale alle campagne digitali. Ogni esperienza, dalle collaborazioni con artisti, fino ai progetti con grandi brand, ha contribuito a definire una visione che unisce empatia, cultura visiva e strategia.

Negli ultimi anni ho affiancato alla professione una forte dedizione alla formazione: accompagno gli studenti nello sviluppo della loro identità visiva e del loro pensiero creativo, cercando di trasmettere un approccio concreto ma sempre poetico al mestiere.

La mia visione dello styling è profondamente legata alla narrazione: per me ogni progetto è un racconto visivo che intreccia estetica, autenticità e cultura. Credo che lo stile non sia solo una questione di forma, ma una lente attraverso cui interpretare la realtà, con sensibilità, consapevolezza e immaginazione.

Cosa significa oggi “fare styling”? Non solo vestire un corpo o costruire un’immagine, ma interpretare un tempo. Cosa rende lo styling, oggi, un linguaggio così potente?

A mio avviso non significa solo vestire un corpo, ma leggere un’epoca. Significa capire cosa racconta un’immagine prima ancora che qualcuno ne parli. Lo styling è  un linguaggio potente perché vive dove si incontrano estetica, cultura e percezione: traduce il presente in forme visive.

In un mondo saturo di immagini uno stylist non sceglie solo un look ma veste un punto di vista.

Qual è l’aspetto più affascinante — e più difficile — del tuo lavoro? C’è un momento o un progetto che per te rappresenta la vera essenza di questo mestiere?

L’aspetto più affascinante è anche il più difficile: dare forma a qualcosa che ancora non esiste, farlo sembrare inevitabile. Lo styling è un continuo equilibrio tra intuizione e controllo, tra ispirazione e logistica.

Non credo esista un progetto che mi rappresenti davvero. Ogni volta che un’intuizione prende corpo e diventa qualcosa di più vero di come l’avevo pensata, ecco, forse è lì che comprendo cosa mi ha portato a scegliere questo mestiere.

In un mondo dominato dai social, cosa distingue un vero stylist da chi semplicemente “crea contenuti”?

La differenza è che uno stylist non crea contenuti, ma costruisce senso. Il contenuto può essere bello, virale, immediato, interessante, utile; lo styling conferisce, invece, forma a un linguaggio, a un messaggio coerente che parla di persone, contesti e cultura visiva.

Il lavoro dello stylist richiede uno sguardo lento e attento, al contrario di ciò che richiede spesso questo mondo, ossia di essere veloci e sintetici.

Bisogna osservare, filtrare, selezionare e coordinare elementi in modo che il risultato non sia solo estetico, ma narrativo. La differenza non sta quindi nel mezzo, ma nella finalità con cui si interpreta il tempo, la realtà e chi sta davanti all’obiettivo.

Quali competenze e sensibilità cerchi di trasmettere agli studenti del Master? Cosa vorresti che portassero con sé dopo questi mesi di formazione?

Come Coordinatrice del Master cerco di trasmettere  non solo le tecniche dello styling: voglio che gli studenti sviluppino uno sguardo critico e curioso, una sensibilità per la cultura visiva e la capacità di leggere il tempo in cui viviamo. Cerco di far capire loro che lo styling non è solo estetica, ma narrazione: ogni scelta comunica, ogni dettaglio conta.

Vorrei che alla fine del percorso portassero con sé una duplice consapevolezza: la padronanza degli strumenti professionali e la sicurezza di fidarsi del proprio istinto creativo. E, se possibile, un po’ di ironia sul mestiere che hanno scelto.

Il Master forma professionisti pronti a entrare nel mercato. Ma soprattutto: quale tipo di persone? Qual è l’attitudine umana e creativa che ritieni indispensabile per chi sceglie questo percorso?

Il Master forma professionisti completi, certo, ma soprattutto persone capaci di osservare e interpretare il mondo con curiosità e sensibilità. Non basta avere gusto o tecnica: serve apertura, capacità di ascoltare e un certo coraggio creativo.

Chi sceglie questo percorso deve avere voglia di mettersi in gioco, di fare domande scomode e di cercare risposte visive che siano autentiche. Deve imparare a combinare rigore e intuizione, metodo e fantasia. In altre parole, non basta saper ‘mettere insieme cose belle’: serve trasformare ogni scelta in un piccolo racconto, che sappia sorprendere e comunicare.

Per supportare questa crescita ho cercato di creare un team di docenti pienamente operativi nel settore moda: professionisti versatili e preparati, con background tangibili e collaborazioni alle spalle con nomi importanti e influenti nella moda. In questo modo gli studenti possono confrontarsi con chi vive quotidianamente il settore e imparare a muoversi con consapevolezza e concretezza.

Se dovessi descrivere in una frase l’anima di questo Master, quale sarebbe?

Formare uno sguardo critico e creativo, capace di leggere il presente e tradurlo in immagini che comunicano, emozionano e restano nel tempo.

Dai forma alla tua visione. Racconta il tuo tempo.

Scegliere il Master in Fashion Styling dell’Accademia Costume & Moda di Milano significa intraprendere un percorso di alta formazione nel cuore della capitale italiana della moda. Un’esperienza pensata per chi desidera trasformare la creatività in linguaggio professionale, esplorando lo styling come forma di comunicazione visiva, interpretazione culturale e direzione creativa.

Sotto la guida di Cristiana Rivellino Santella, Direttore creativo e Coordinatrice del Master, gli studenti imparano a osservare, interpretare e raccontare il presente attraverso lo stile — trasformando l’intuizione in narrazione visiva autentica e potente.

Il Master in Fashion Styling dell’Accademia Costume & Moda unisce eccellenza accademica, esperienza pratica e collaborazioni con professionisti e brand internazionali, preparando figure pronte a entrare nel mondo del lavoro come fashion stylist, consulenti d’immagine, creative director e visual storyteller.

All’Accademia Costume & Moda, ogni progetto diventa un racconto, ogni immagine un messaggio, e ogni studente una voce capace di leggere e ridefinire l’estetica contemporanea.

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