- chi siamo
- corsi
- campus
- Orientamento
- Careers & Placement
- Experience
- Contatti
Il Master in Fabrics Innovation Design di Accademia Costume & Moda è un percorso internazionale erogato a Roma, nato in collaborazione con la filiera tessile italiana per formare i nuovi professionisti dei materiali per la moda e il lusso.
Con un tasso di avviamento al lavoro del 93%, il Master in Fabrics Innovation Design è un punto di riferimento per chi desidera costruire una carriera nel mondo della moda, del lusso e dell’innovazione dei materiali.
Ne abbiamo parlato con Marco Mastroianni, Head of Materials – LVMH e Direttore Scientifico del Master, che racconta come la cultura del tessuto resti oggi una chiave fondamentale per comprendere il passato e innovare con consapevolezza.
Dal laboratorio al gruppo LVMH.
Negli ultimi anni hai visto cambiare molto la domanda di professionisti specializzati nei materiali e nei tessuti. Oggi, che tipo di figure cercano davvero le aziende del lusso e della moda?
Negli ultimi quindici anni il mondo della moda è cambiato completamente. La nuova generazione di designer ha un approccio al lavoro molto diverso rispetto a quello a cui ero abituato. Oggi le aziende cercano figure capaci di fare ricerca, ma anche di dare risposte rapide, risolutive e di qualità. Vogliono tutto e subito, ma con cultura e con una visione. La velocità è diventata una competenza chiave: non c’è più tempo da perdere, e non c’è pietà per nessuno.
Dal mio punto di vista, però, il vero valore resta la cultura, soprattutto la cultura del tessuto e della moda. Spesso i designer arrivano con capi vintage come riferimento: per poterli reinterpretare bisogna sapere a quale periodo storico appartengono, quali materiali si usavano, quali colori, e come tradurre tutto questo in un linguaggio contemporaneo. Reinterpretare il passato e renderlo attuale è la vera sfida.
Quello che cerco, e che credo il settore cerchi sempre di più, è quindi un mix di cultura, conoscenza tecnica e velocità di esecuzione. Ed è anche il motivo per cui il Master in Fabrics Innovation Design è così importante: la storia del tessuto è una chiave per comprendere il passato e proiettarlo nel futuro, con consapevolezza e innovazione.
Formazione che guarda avanti.
In che modo il Master in Fabrics Innovation Design di ACM risponde alle esigenze reali e attuali del settore? Cosa lo rende, secondo te, un percorso unico e necessario proprio ora?
Ciò che rende davvero speciale e fondamentale il Master in Fabrics Innovation Design è il percorso attraverso la storia del tessuto. È un viaggio nella storicità, che permette agli studenti di comprendere le tecniche, i motivi e le estetiche proprie di ogni epoca. Dalla raffinatezza dei motivi rinascimentali alle sperimentazioni della catena stampata “chiné” degli anni Cinquanta, ogni periodo racconta un modo diverso di intendere il tessuto, e conoscere queste radici è essenziale per innovare con consapevolezza.
In parallelo, il Master offre un contatto diretto con la realtà industriale. I progetti che gli studenti sviluppano con i fornitori e i designer sono costruiti esattamente come avviene nel mondo del lavoro: c’è un briefing iniziale, la necessità di interpretare una visione creativa e la sfida di tradurla in un materiale concreto. Questo esercizio li prepara a lavorare davvero nel settore, perché li mette subito di fronte alle dinamiche reali tra creatività, tecnica e tempi di produzione.
In questo senso, il Master è un laboratorio di formazione completo e realistico, che unisce cultura, tecnica e metodo progettuale: tre elementi indispensabili per entrare oggi nel mondo della moda e del lusso.
Il mondo dei tessuti sta cambiando rapidamente: quali sono oggi le nuove figure professionali che stanno emergendo nel campo dei materiali per la moda e il lusso? E quali competenze servono davvero per costruirsi un percorso solido in questo ambito?
Il mondo dei tessuti sta cambiando profondamente, perché stiamo progressivamente perdendo la nostra cultura tessile. Le crisi economiche, la meccanizzazione, l’industrializzazione e l’impatto del fast fashion hanno messo in difficoltà molte realtà artigianali che erano punte di diamante del nostro saper fare. Molte di queste aziende, depositarie di conoscenze straordinarie, stanno purtroppo scomparendo.
Per chi, come me, ha conosciuto almeno in parte quel mondo, è ancora possibile provare a ricostruire e reinterpretare tecniche antiche, rendendole attuali: penso, per esempio, al velour au Sabre oggi prodotto solo da una manifattura lionese , o alla sfida di riprodurre un tessuto dell’Ottocento su un telaio del XXI secolo. È in questa tensione tra passato e futuro che si gioca la vera evoluzione del settore.
Negli ultimi anni è cambiata anche la consapevolezza: dopo aver spinto troppo sull’acceleratore, abbiamo capito l’impatto ambientale del fast fashion, e la sostenibilità è diventata un tema centrale. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che la moda nasce dalla creatività. i direttori artistici cercano persone capaci di lavorare in modo sperimentale, come in un vero laboratorio creativo, non solo all’interno di schemi industriali. Io credo molto in questo equilibrio: da un lato la concretezza del mercato e dell’industria, dall’altro la libertà e la fantasia del laboratorio. È quello che cerco di trasmettere anche ai miei studenti — restare creativi al 100%, ma con la capacità di portare quella creatività dentro il mondo produttivo. Perché, alla fine, la nostra soddisfazione più grande è vedere persone vestite con i nostri tessuti e sapere che dietro c’è cultura, ricerca e passione.
Un consiglio a chi sta scegliendo il proprio futuro.
Cosa diresti a una ragazza o a un ragazzo indeciso se iscriversi? Quali opportunità di carriera apre davvero un percorso come questo nel mondo della moda e del lusso?
Nessun titolo di studio vincola davvero le possibilità di chi vuole entrare nel mondo della moda. Ho visto persone provenire da percorsi diversi diventare designer di successo: la passione, la curiosità e la capacità di apprendere sono molto più importanti del percorso formale.
Il Master in Fabrics Innovation Design, oltre a fornire competenze tecniche, offre una formazione umanistica e culturale, che abbraccia storia, arte, moda e tessile. Questo permette di aprire diversi percorsi professionali: si può seguire la carriera della ricerca tessuti, come fanno alcuni dei miei assistenti che lavorano su collezioni donna e uomo, oppure diventare graphic designer collaborando con fornitori per lo sviluppo di grafiche tessili. È possibile anche diventare designer di moda o costumista, arricchendo le proprie conoscenze sui materiali e imparando a interpretare e creare tessuti in modo consapevole. Conoscere il tessuto significa capire come reagisce su un volume, come comunicarlo a chi fa la ricerca per te e come trasformare un’idea in realtà concreta. In questo senso, la cultura tessile, unita alla creatività, è un passaporto fondamentale per lavorare nel lusso e nella moda, indipendentemente dal percorso formale che si è seguito.
L’innovazione come attitudine.
Cosa significa per te “innovare” quando si parla di materiali? È più una questione di tecnologia, di sensibilità o di sguardo creativo?
Per me innovare significa sfruttare al massimo la conoscenza e la creatività. La conoscenza tecnica, acquisita negli anni, è la base su cui far fiorire la creatività. Chi inizia ora deve ancora costruire questa base, ma più conosci, più puoi giocare con il tempo, la tecnica e le possibilità creative.
Spesso, però, la tecnologia moderna non favorisce la creatività come dovrebbe. Siamo capaci di cose straordinarie, ma abbiamo lasciato morire tecniche tessili storiche, e oggi non riusciamo più a rimetterle in funzione: non c’è più il desiderio, perché non generano business immediato. Quando sfoglio i libri dei tessuti dell’Ottocento e vedo velluti jacquard su base giro inglese, mi chiedo perché la tecnologia possa fare così tanto, ma non riesca ad aiutarmi a riprodurre quell’opera d’arte.
Allo stesso tempo, ci sono tecniche moderne straordinarie — la stampa 3D, la stampa transfer, e altre innovazioni — che permettono di arricchire materiali tradizionali con nuovi linguaggi. Proprio per questo mi piace giocare con queste tecniche innovative su tessuti storici: applicare una stampa 3D su un jacquard antico, ad esempio, unisce passato e presente, tecnica e creatività.
In definitiva, per me innovare è un equilibrio tra cultura, conoscenza tecnica e creatività: più conosci, più puoi liberare la tua immaginazione e trasformarla in materiali unici, capaci di raccontare storie che attraversano il tempo. Alcuni designer stanno cercando di recuperare tecniche tradizionali come il jacquard, combinandole con tecnologie moderne. Ad esempio, il progetto “Textile Prototyping Lab” della Weißensee Academy of Art promuove la collaborazione tra designer tessili e ingegneri per sviluppare tessuti intelligenti. Poi c’è tutta L innovazione basata sulla sostenibilità. giovani designer stanno abbracciando materiali bio-based e riciclati come Tencel, Seacell e fibre derivate da alghe o funghi. Questi materiali stanno diventando lo standard nel settore, con marchi come Stella McCartney e Adidas che li utilizzano per combinare responsabilità ecologica e design alla moda.
Dall’aula all’industria. Come cambia la prospettiva di uno studente quando inizia a lavorare davvero con aziende e professionisti del settore? C’è un momento che, secondo te, segna la svolta nel loro percorso?
Il passaggio dalla scuola al lavoro è sempre una grande trasformazione. In aula si imparano tecniche, storia del tessuto, cultura e creatività, ma è quando gli studenti iniziano a confrontarsi con il mondo reale che comprendono davvero cosa significa applicare tutto questo. La svolta, secondo me, arriva quando si ritrovano con qualcuno come me ahahahah: un mentore o un professionista che li guida, li sfida e li mette alla prova come nel lavoro vero. In quel momento imparano a gestire briefing, tempi serrati e richieste concrete dei designer o dei clienti, sviluppando capacità di problem solving e decisione. E scoprono che il 30-40% del lavoro è fatto di rapporti umani: comunicazione, collaborazione, gestione delle persone, costruire fiducia e relazioni solide. Il lavoro ti porta a creare legami, a confrontarti con punti di vista diversi e a coordinare le energie di chi ti sta intorno.
È una fase in cui crescono moltissimo: quello che prima era solo teoria, studio o esercizio diventa competenza reale, esperienza concreta e sicurezza nel proprio lavoro. Alla fine, questa parte umana, insieme alla creatività e alla tecnica, è ciò che permette di trasformarsi davvero in un professionista capace di contribuire al mondo della moda e del lusso.
Diventa protagonista dell’innovazione tessile nel mondo della moda e del lusso.
Il Master in Fabrics Innovation Design di Accademia Costume & Moda ti offre un percorso unico a Roma, in collaborazione con la filiera tessile italiana, con progetti aziendali, workshop professionali e opportunità internazionali. Il master offre un’esperienza completa e immersiva, che unisce cultura del tessuto, ricerca tecnica e progettazione creativa, in un contesto didattico costruito insieme alle aziende del settore.
Durante l’anno di formazione, gli studenti sviluppano Industry Project in collaborazione con brand e aziende tessili, partecipano a workshop con professionisti del settore e hanno l’opportunità di presentare i propri tessuti a Milano Unica, la più importante fiera italiana con respiro internazionale dedicata agli addetti ai lavori.
Scopri di più e invia la tua candidatura