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Sara Morandini vince il Real Leather. Stay Different. International Student Design Competition 2025 con la collezione Ombrage

Sara Morandini, studentessa del Diploma Accademico di Primo Livello in Costume e Moda di Accademia Costume & Moda, ha conquistato la categoria Accessories Design del prestigioso Real Leather. Stay Different. (RLSD) International Student Design Competition 2025, che ha registrato la partecipazione record di 1.483 progetti da oltre 75 scuole di design nel mondo.

La vittoria di Sara arriva dopo la presentazione della sua Final Graduate Accessories Collection “Ombrage” al ACM Talents 2025 Graduate Fashion Show, svoltosi a Roma ad aprile 2025. Subito dopo la laurea, Sara ha iniziato la sua esperienza di stage presso Balmain, dando così il via al suo percorso professionale internazionale.

La collezione, concepita come unisex e ispirata alle forze naturali primordiali, è stata sviluppata nel laboratorio accessori del nuovo campus ACM a Roma, sotto la guida di Luigi Mulas Debois, Coordinatore dell’Area Accessori di ACM e del Master in Design degli Accessori.

Le aziende che hanno supportato la realizzazione dei materiali e delle calzature della collezione includono: Russo di Casandrino, Lineapelle, Conceria Gaiera, Crisden e Seboys. Un ringraziamento speciale va anche a Adrien Roberts, International Director of Education, per aver offerto a Sara questa preziosa opportunità.

  1. Cosa ti ha portata a scegliere l’Accademia Costume & Moda, e cosa hai scoperto di te stessa durante il triennio in Costume e Moda?

Una sensazione, quella di trovarsi nel posto giusto. Ricordo ancora il giorno in cui feci l’open day nella sede di via della Rondinella. Era la prima volta che entravo in Accademia, e da subito capii che quella sarebbe stata la scelta definitiva dove intraprendere i miei studi. Salivo le scale con il naso all’insù e mi guardavo attorno, incuriosita da tutto ciò che vedevo. Non è facile spiegarlo a parole, ma è stato proprio quel qualcosa che in più che in altri posti non avevo vissuto, probabilmente quel « sentirmi accolta », a farmi capire che proprio da lì sarebbe iniziata la mia avventura.

  1. Guardando oggi il tuo percorso – dal Talents 2025 fino a Balmain – quale competenza o esperienza dell’Accademia senti più preziosa per la tua crescita professionale?

Sicuramente l’esperienza in laboratorio. È lì che capisci non solo come realizzare un prodotto da zero con le tue mani, vivendoti a livello tecnico ogni step, ma inizi a comprendere cosa implica quell’ultimo passaggio dall’essere uno studente ad assumere un ruolo sempre più professionale. È una riscoperta e una messa alla prova, di te stesso e delle tue competenze. È stimolo di crescita, di dialogo, e di creatività, senza alcun dubbio. Ma se vogliamo anche di razionalità, laddove le fantasie creative si incontrano con le esigenze tecniche, che devono essere risolte garantendo equilibrio da entrambe le parti.

  1. Cosa significa per te “disegnare accessori”? È più tecnica, emozione o linguaggio personale?

Non direi « disegnare accessori » quanto più proggettarli. Nel mio caso tutto parte dalla sperimentazione manuale, credo di essere una persona molto curiosa, e quando voglio dar vita a qualcosa, mi piace « mettere le mani in pasta » come si dice. Mi piace sperimentare, giocare con tutto ciò che ho davanti, cercando di dare vita a qualcosa di vario, ma coerente. Sicuramente è un processo che richiede un linguaggio personale, qualcosa da comunicare, per il quale mi sento coinvolta emotivamente e che mi porta a vivere il tutto con tanta passione. È qualcosa che si, deve nascere da me, ma che voglio condividere con l’esterno e che deve trovare sua espressione al di fuori.

  1. Che consiglio daresti a chi sogna di entrare in Accademia e lavorare un giorno in una maison internazionale come Balmain?

Quello di non mollare mai. Ho iniziato questo percorso probabilmente senza neanche saper tenere una matita in mano, sentendomi anche indietro e in difetto molte volte. Ma ogni volta ho cercato un motivo per andare avanti, per migliorarmi e per dimostrare a me stessa che in un modo o nell’altro ce la potevo fare.
Con il tempo ho imparato a vedere le cose in maniera diversa. Ho imparato a essere ottimista, e trovare sempre qualcosa di positivo che possa spingermi ad andare oltre le difficoltà iniziali, facendo del bene non solo a me stessa ma anche alle persone che ho attorno.

  1. Il tuo progetto “Ombrage” nasce da un gesto di curiosità verso la materia. Quanto contano sperimentazione e manualità nel tuo modo di progettare?

Sono essenziali. Quando progetto qualcosa mi piace avere davanti i materiali con i quali ho intenzione di lavorare per conoscerli, indagarli sotto più aspetti, e fare prove su prove fino a che non trovo quella più convincente. Sono quegli stimoli a creare che danno vita a qualcosa di nuovo.
E chi dice che poi non si possa continuare? Il bello della sperimentazione è che ha un inizio ma non ha una fine. E mi piace pensare che anche il mio progetto possa avere questa caratteristica. Nel tempo che ho avuto a disposizione ho realizzato una Capsule Collection con un determinato linguaggio ed elementi chiari, ma chissà un domani, rimettendoci mano, cos’altro possa venire fuori.

La finale internazionale a Taipei

Sara è tra i quattro designer internazionali selezionati per competere a Taipei 101, il 28 ottobre 2025, presentando la sua collezione sostenibile a una giuria composta da Christopher Koerber, Managing Director di HUGO BOSS Ticino, e il celebre stylist Mike Adler.

“The fashion industry is witnessing a surge in youth-driven sustainable design innovation,” ha dichiarato Christopher Koerber.

Il contest RLSD, giunto alla quinta edizione, conferma l’attenzione crescente verso sostenibilità, innovazione tecnica e creatività nel fashion education internazionale. Altri progetti innovativi includono abiti ispirati all’armatura per esplorare vulnerabilità psicologica e sistemi modulari di calzature secondo i principi dell’economia circolare (SubTraction).

La collezione Ombrage di Sara, unisex e ispirata a forze naturali primordiali, unisce tecnica, manualità, estetica e sostenibilità, confermando Accademia Costume & Moda come incubatore di talenti emergenti pronti per il palcoscenico internazionale.


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