- chi siamo
- corsi
- campus
- Orientamento
- Careers & Placement
- Experience
- Contatti
MONCLER
Progetto: Cosa significa per te Moncler? Stupiscimi!
Project Leader: Pablo Arroyo
Master in Fashion Communication & Art Direction a.a. 2022 /2023
Industry Project in collaborazione con Moncler: Tommaso Tomaiuolo, Digital Corporate Communication; Sara Hessam Bakhtiari, Brand Management Coordinator and Bianca Ludovici Digital Corporate Communication Intern.
“Caro amico, Moncler significa tutto per me, cosa significa per te? Grazie di cuore” – Remo Ruffini
“La gente non compra quello che fai; comprano perché lo fai. E quello che fai dimostra semplicemente quello in cui credi”- Simon Sinek
Dall’inizio del 2020, il top management di Moncler ha sviluppato una nuova piattaforma DNA alla base di 5 diversi valori:
La strategia di ascoltare nuove idee e coltivare diverse forme di creatività è stata il mantra del marchio.
“Moncler Voices” è un panorama creativo sfaccettato, basato su un’idea di Remo Ruffini, Amministratore Delegato e focalizzato sulla Collezione Permanente, ricca di incroci di collegamento insieme artisti, fotografi, dj, esploratori di montagna, tutti in grado di esprimere le proprie idee in modo diverso piattaforme digitali come Instagram, WeChat, Weibo, Line e Kakaotalk.
Questo progetto di story-telling si è sviluppato in 3 diverse fasi da luglio 2020 alla finale e terza di agosto 2022: in questa fase i manager di Moncler hanno aggiunto il passaggio “propositivo” al fine di selezionare diversi talenti abbracciando nuovi valori come come Speranza, Gioia e Amore. L’obiettivo di questo progetto è quello di individuare un possibile quarto passo, secondo suggerimenti e raccomandazioni degli studenti. Qual è il prossimo? Sarà fisico, analogico o semplicemente digitale?
La viralità, le questioni sociali, il legame profondo con le persone saranno requisiti obbligatori. Agli studenti è stato chiesto “Stupiscimi”, come diceva Aleksej Brodovitè quando intervistava i nuovi talenti nel suo ruolo cruciale di art director di Harper’s Bazaar negli anni 50, durante il periodo d’oro della rivista grazie a EIC Carmel Snow, il giovane fotografo Richard Avedon e la leggendaria fashion editor Diana Vreeland.
Il processo di progettazione degli studenti è stato nuovamente guidato da Pablo Arroyo, fotografo, art director e
curatore con una lunga esperienza in questo campo. Nato il 31 maggio 1975 a Città del Messico, studia storia dell’arte, serigrafia, incisione e lavora come assistente scenografo. Trasferitosi in Italia nei primi anni ’90, lui ha studiato grafica editoriale e fotografia all’Istituto Europeo di Design di Milano. Dopo un primo brief esperienza come assistente art director nella redazione di Vogue Italia durante l’eccezionale alla guida di Franca Sozzani, si dedica alla fotografia di moda collaborando con Italiani e riviste internazionali, creando cataloghi e immagini pubblicitarie per clienti come Alexander McQueen, Gucci, Valentino e Trussardi. Nel 2009 presenta il suo primo editoriale indipendente progetto a Parigi, subito dopo inizia a collaborare con brand internazionali come Art Director. Nel 2011 viene nominato Direttore Creativo di Officiel Hommes Italia, rilevando la Direzione Creativa di Officiel Hommes Paris nel 2015 e dal 2017 è Direttore Creativo di la nuova rivista semestrale Officiel Hommes + France, proseguendo con il lavoro parallelo di fotografo e direttore artistico.
Lo scopo principale di questo progetto in partnership con Moncler è stato quello di scoprire il nuovo universo della curatela del Brand nella sua accezione più colta e artistica, interpretando così la moda e la sua comunicazione come un potente strumento che va ben oltre il marketing. Era infatti fondamentale capire che la comunicazione passa attraverso una curatoriale sensibilità e la definizione di un universo creativo.