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Paper | Tecnologia e le scuole di moda

TECNOLOGIA E SCUOLE DI MODA

Roma, 10 luglio 2024. La tecnologia sta pervadendo il mondo moderno. Il suo tasso di adozione e crescita è di tipo esponenziale. Ma la tecnologia salverà il mondo? E’ il fine ultimo dell’umanità?

Come educatori responsabili dell’Accademia Costume & Moda (ACM) non possiamo sottrarci dal monitorare, considerare ed inserire nei nostri percorsi didattici la tecnologia. Pensiamo alla modellistica, progettazione abbigliamento ed accessori dove software come Clo3D, ICad3D, Rhino3D sono ormai all’ordine del giorno. Come anche ormai, senza la suite di programmi di Adobe Creative Cloud la didattica in campo moda, grafica e arti multimediali non può essere completa. Ma pensiamo anche ai mondi della maglieria, che ormai usano “sarti elettronici”, macchine di produzione complesse come quelle prodotte dalla Shima Seiki (giapponese) e Stoll (tedesca) che consentono al filato di trasformarsi grazie alla programmazione elettronica in capi finiti (seamless, whole-garment). L’arrivo in questi anni della realtà virtuale ed aumentata, con i suoi annessi device (per esempio il Meta Quest Oculus), stà per entrare nella didattica attraverso simulazioni a distanza, consentendo per esempio, di fare lezioni di modellistica, progettazione, ecc. con docenti presenti dall’altra parte del mondo. La comunicazione di moda, con l’arrivo di ChatGPT, ha subito una accelerazione consentendo di elaborare testi e video a velocità prima mai immaginata. L’effetto sui mezzi di comunicazione è dirompente, sia quelli tradizionali che digitali. Anche il mondo del marketing e della distribuzione del prodotto moda viene impattato senza esclusioni dalla tecnologia. Il merchandising, la logistica, la tracciabilità delle filiere, la distribuzione e gestione del cliente finale sono in forte evoluzione grazie alle tecnologie della blockchain e del machine learning.

L’altro ambito in cui la tecnologia sta pervadendo le scuole di moda è a livello corporate, aziendale. Pensiamo ai software di CRM per gestire i contatti di studenti in fase di orientamento, i siti che ormai sono dotati di intelligenza artificiale (IA) per rispondere alle domande e richieste di informazione (bot), ma anche alla organizzazione e logistica della didattica anche questa resa più efficiente dai software che gestiscono la vita dell’Accademia.

Ora, le domande che sorgono osservando tutto questo sono: ma la tecnologia è un fine o un mezzo? E quindi, che tipo di didattica e contenuti dobbiamo erogare per consentire agli studenti di essere competitivi in un mondo che con altissima probabilità tra 5 anni sarà nuovamente trasformato, considerata la velocità dello sviluppo tecnologico? Nella formulazione del prodotto formativo, quale è il giusto equilibrio tra tecnologia ed etica, cultura e metodologia del progetto? E quindi, la tecnologia salverà il mondo? Oppure come diceva il Principe nell’Idiota di Dostoevskij sarà, forse, ancora una volta “la bellezza” a salvare il mondo?

Furio Francini

Amministratore Delegato


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