Borsa di Studio


Francesca Visconti di Modrone


Master Design dell'Accessorio

La Borsa di Studio “Francesca Visconti di Modrone” ammonta a €9.500, è a supporto del Master dell’Accademia in “Design dell’Accessorio” ed è valida per l’anno accademico 2016_2017.

Francesca Visconti di Modrone nasce Francesca Scarsini al Cairo nel 1961 dove trascorre i primi 9 anni della sua vita. Già in quella città raccontava di una forte attrazione per le pietre luccicanti che si trovavano nei negozietti del vecchio bazaar di Khan Halili dove andava con sua madre, e ricordava una gran gioia a mettere le mani nei cestini con tutte queste bellissime pietre colorate.  La sua passione aveva portato un’amica di sua madre a soprannominarla Mademoiselle Bijoux.

Nel 1970 si trasferisce a New York con la famiglia a seguito del padre giornalista dell’ANSA, a cui era stato affidato la guida del bureau americano. Continua i suoi studi al Lycée Français e al completamento svolge un corso di gemmologia, ma non inizia la sua attività nei gioielli e accessori fino a parecchi anni dopo.

Dopo la separazione dal primo marito da cui ha avuto Flavia e Charlie, ha la necessità di lavorare per il mantenimento suo e dei suoi figli, e non sceglie un’attività sicura come un impiego ma decide di iniziare un’attività nella gioielleria lavorando inizialmente da Gumuchian Fils per apprendere meglio l’arte del design e la lavorazione dei gioielli, e poco dopo disegnando la sua prima collezione di 12 pezzi molti intorno al disegno di una ghianda. Questi gioielli erano ideati per essere versatili e per esempio la collana poteva essere smontata per diventare un braccialetto e due orecchini.  La sua prima vendita la fece da casa e le permise di fare molti altri pezzi ed eventualmente esponeva da Bergdorf Goodman, Neiman Marcus e altre boutique di lusso a New York.

Francesca si ispirava molto dalla natura e le sue prime collezioni interpretavano temi terrestri (alberi, ghiande e fiori), acquatici (conchiglie, cavallucci marini, pesci, stelle di mare, meduse) e cosmici (simboli di pianeti e dello zodiaco). I disegni diventavano progressivamente più astratti con strutture più moderne e fluide. Il tema della natura diventò più intrinseco nei disegni attraverso le formi semplici animate da colori vibranti delle pietre. Lavorava sempre con oro di 18kt, soprattutto oro giallo, perché le ricordava il sole e i gioielli antichi dell’Egitto. Tutte le sue creazioni erano fatte a mano a Roma, in maniera tradizionale da un artigiano con grandissimo talento, Italo Rapisarda. I suoi clienti americani non erano abituati ad aspettare per un gioiello e lei usava dire “good things come to those who wait.” Il suo credo era di disegnare gioielli che potessero accompagnare una donna ovunque nella giornata, dalla mattina alla sera, con i jeans o un abito da sera, perché i gioielli non vanno mai esclusi dalla vita di una donna, fanno parte di lei e aggiungono alla sua luminosità.

Francesca vendeva i suoi gioielli direttamente dal suo studio a New York e attraverso regolari “trunk shows” in America visitando regolarmente la sua clientela in città da Houston, San Francisco, Palm Beach e Aspen ma anche attraverso contatti diretti dopo che i suoi gioielli che disegnava venivano menzionati in pubblicazioni americane.

Dopo il divorzio da Barnabò Visconti nel 2002, Francesca ha sposato Diego Pignatelli nel 2005 ma poco dopo si è ammalata di cancro. Si è trasferita a Milano con il marito nel 2007 ma negli ultimi anni ha dovuto combattere la sua malattia ed è morta nel luglio 2010.

Francesca ha personificato per i figli, la famiglia e il marito un esempio di positivismo nella vita, nella sua attività, nella sua convinzione che è possibile aver successo anche a fronte di grande concorrenza. Il mondo della gioielleria è dominato da grandi nomi e anche da molti gioiellieri artigiani, ma la concorrenza non ha mai fatto paura a Francesca che pensa “se c’è posto sul mercato per talmente tanti produttori, c’è posto anche per me”.

Certamente il suo brand e i suoi gioielli avrebbero potuto avere maggior risalto sul mercato ed gli studenti dell’Accademia dovranno riflettere non solo sulla loro creatività ma anche con uno sviluppo commerciale delle proprie idee e del proprio prodotto, cosa che Francesca non ha avuto il tempo di fare. Molti dei laureandi dall’Accademia avranno il tempo di farlo e dovranno avere la confidenza in loro stessi di riuscire. Francesca diceva spesso “smile to the world and the world will smile back to you.”

La famiglia la ricorda con questa borsa di studio sperando che possa aiutare uno studente a sviluppare la sua passione creativa e di creare una realtà commerciale di successo per lui o lei, per i suoi dipendenti e per il nostro paese.

Una pagina bianca difficile da riempire, un grande schema difficile da ordinare, una casa difficile da abbandonare: l’Accademia

Flavia Colantoni

Talents 2016

Un luogo che diventa sede delle mie ispirazioni, della mia identità stilistica e della mia storia. Arte e Design simultaneamente si sovrappongono ed originano la persona che sono. Un luogo da abitare: l’Accademia

Andrea Di Salvo

Talents 2016

Un iter conoscitivo che mi ha permesso di attribuire una forma sensibile alla mia individualità: l’Accademia

Ilaria Fiore

Talents 2016

La creatività è non aver mai paura di tentare: l’Accademia

Livia Francese

Talents 2016

C’è in ognuno di noi una creatività da far emergere e sviluppare. In questo percorso, l’Accademia è il riferimento costante

Sharon Journo Barda

Talents 2016

Make Your Best Every Day: l’Accademia

Maria Martyashkina

Talents 2016

Siamo come automobili in un’autostrada. La percorriamo nella stessa direzione, ma prendiamo uscite diverse. Il punto di partenza è lo stesso, ma il risultato è diverso: l’Accademia

Federica Melpignano

Talents 2016

Inventare. Sperimentare. Crescere. Rischiare e fare errori, ma allo stesso tempo avere passione, piacere e soddisfazione del lavoro fatto: questo è l’Accademia

Svetlana Nadezhdina

Talents 2016

Un centinaio di colonne in fila. Ognuna di esse intrisa di una familiare stabilità: l’Accademia

Deniza Nugnes

Talents 2016

Pura espressione di sé, forza e determinazione. Il processo evolutivo verso la nostra più intima sensibilità: l’Accademia

Eleonora Olivieri

Talents 2016

Un emozionante viaggio in cui il mio bagaglio è ogni giorno sempre più grande, e la mia destinazione è solo un punto di partenza per una nuova avventura: l’Accademia

Arnheiður Rós Óskarsdóttir

Talents 2016

Forza grafica. Aspetto tecnico. Un DNA che è miscela di visioni estere. Identità. Input. Crescita. Accademia.

Federica Rabito

Talents 2016

L’idea è nutrimento, libertà. Ed io ho trovato il mezzo per renderla tangibile: l’Accademia

Francesca Richiardi

Talents 2016

La molteplicità nella singola realtà. Un occhio internazionale allenato nel tradizionale vissuto: l’Accademia

Martina Scattarella

Talents 2016

Passione, crescita, maturità, impegno e soddisfazione: l’Accademia

Saima Shakoor

Talents 2016

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