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Albino D’Amato , ex alunno dell’Accademia Costume & Moda ed attuale Design Director della Maison Vionnet, consulente del Gruppo Max Mara e Direttore nell’eponima “maison Albino”, incontra gli studenti e docenti dell’Accademia.

Albino D’Amato nasce a Roma, da padre napoletano e madre franco-italiana. Sin da bambino è affascinato dalle automobili, dal Design e dalla moda, passione sviluppata attraverso gli studi di architettura.

All’età di 13 anni abita nello stesso quartiere capitolino di Valentino Garavani e di ritorno da scuola, spesso lascia i suoi disegni nella cassetta della posta del Couturier, che gli consiglia di fare esperienza e di frequentare una scuola di moda.
Studia prima architettura a Roma, e nello stesso tempo frequenta l’Accademia di Costume e di Moda, poi design industriale a Torino per un anno.

Nel 1995 svolge uno stage presso la Fiat Torino e l’anno dopo si trasferisce a Parigi, dove frequenta alcuni corsi presso l’Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture.
Grazie alla sua preparazione eterogenea e al suo talento naturale per il disegno, lo stilista collabora con Maison prestigiose quali Emmanuel Ungaro, Guy Laroche, Lolita Lempicka, Emilio Pucci e Louis Vuitton.

Richiesto dai marchi più noti, lo stilista ritorna in Italia, a Milano, per collaborare prima con Versace e poi Dolce & Gabbana e nel frattempo lavora alla sua Signature.
Nel 2004 Albino fonda il marchio che porta il suo nome.

Nel 2005 vince il primo premio al concorso “Who’s On Next?” indetto da Vogue e dalla Camera della Moda, aumentando la visibilità dell’etichetta eponima.
Nel 2007 diviene consulente del marchio Trussardi sulle collezioni uomo e donna 1ma linea. Successivamente le collaborazioni si estendono ad altri prestigiosi Brands come Karl Lagerfeld e Les Copains.

Attualmente è Design Director della Maison Vionnet e uno dei consulenti di spicco del gruppo Max Mara.
La sua moda sobria limita la profusione dei dettagli al minimo indispensabile e il suo stile radicale rende omaggio al passato senza nostalgia, ispirandosi al Design e la Couture degli anni 60, e a certe atmosfere Eighties.

Misticismo, modernità e romanticismo si combinano nei suoi abiti dove prevale il gusto per la sartorialità e una inconfondibile impronta “Young Couture”.
Design architettonico e femminilità sono elementi imprescindibili del suo stile così come la capacità di mescolare i colori in modo creativo ma molto sofisticato.
A tutto ciò si aggiunge un’importante background di valore nel settore, e un’attitudine profondamente internazionale.